Storia della Scuola Sci Asiago: “Una Scuola nella neve”

(Tratto dall’omonimo libro a cura del maestro Gian Tessari, che racconta la storia della Scuola Sci Asiago)

La storia – Gli Albori

Ci piace iniziare così, quasi fosse una fiaba, questa breve storia della Scuola Sci Asiago…

Molti anni fa, quando l’inverno si annunciava con soffi di aria pungente e il fumo usciva allegro dei comignoli sui tetti ricoperti con standole di legno o con la paglia, tutto il paese sembrava assopito in attesa dell’arrivo del soffice mantello bianco che presto avrebbe ricoperto ogni cosa. Il tempo era come sospeso e quando puntuale la neve scendeva copiosa, già prima dello scoppio della grande guerra, le collinette del Bellocchio e quella delle Leiten rappresentavano per i ragazzi del posto e per i pochi turisti che allora si spingevano fin sull’Altopiano, il punto di partenza obbligato per godere di lunghe passeggiate con gli sci ai piedi attraverso prati e boschi immacolati oppure il luogo ideale dove praticare le prime corse “sali e scendi” sugli sci.

Le corse “sali e scendi” consistevano in faticose salite fatte con gli sci ai piedi o in spalla per poi lanciarsi temerariamente dai pendii cercando di abbozzare con la tecnica del Telemark, piacere questo riservato soltanto ai più bravi, qualche “ardita” curva. In alternativa era divertente gareggiare con gli amici per scoprire chi sarebbe riuscito a fare il salto più lungo gettandosi giù a tutta velocità della pista dove più in basso era stato predisposto, un po’ alla buona e fatto di cumuli di neve compressa, una specie di alto gradino per formare un primitivo “salto”.

Spesso ai più o meno improvvisati saltatori capitava di essere vittima di qualche rovinoso capitombolo, immediatamente seguito dalle fragorose risate degli altri sciatori e di qualche incuriosito spettatore che si divertivano un mondo a vedere i poveri malcapitati imbiancati dalla testa ai piedi! Rari turisti si attardavano ad osservare ammirati i temerari giovanotti che scendevano veloci su quelle strane, lunghe tavole di legno ricurve, trattenute ai piedi da semplici cinghie di cuoio fissate a rudimentali attacchi da sci e che tra loro parlavano una lingua del tutto incomprensibile (il cimbro).

Tutto questo procurava sicuramente ai ragazzi di allora un grandissimo divertimento e per molti di loro questo era forse anche l’unico spensierato svago che potevano permettersi durante il lungo periodo invernale. Probabilmente nessuno di questi spericolati sciatori avrebbe mai immaginato che questo divertente passatempo si sarebbe evoluto nel tempo fino a diventare un vero e proprio sport e anche un’importante risorsa turistica a sostegno dell’economia della nostra montagna.

Dobbiamo arrivare agli anni 1921/1922 quando prese vita l’”Unione Sportiva Asiago” con il compito di seguire e sviluppare gli sport della neve e dell’atletica leggera, per vedere i primi ragazzi di Asiago aderire numerosi a questa società grazie alla quale ebbero l’opportunità di essere seguiti tecnicamente e materialmente con la fornitura di attrezzi costruiti sul posto dalla ditta “Piero Benetti”, l’attuale “Benetti Sport”.

Come aderenti all’U.S.A. e grazie all’aiuto della Società sportiva, i più dotati ebbero l’occasione di trasformarsi in seguito in fortissimi campioni. Alcuni di loro si distinsero per il grande impegno atletico, vincendo numerose gare nazionali di salto e di fondo e qualcuno partecipò anche alle Olimpiadi.

Il 5 marzo 1921 fu organizzata ad Asiago la prima gara di salto sulla collinetta del Bellocchio, dove il salto venne materialmente costruito con il solo apporto di neve ben pressata!

La storia – Gli Anni Trenta

Negli anni seguenti il Bellocchio rappresentò il principale punto di riferimento per l’organizzazione delle gare di salto e di fondo a livello locale, provinciale, regionale, nazionale ed internazionale. Furono gli anni  ’30 a dare ad Asiago un grande impulso e una buona notorietà anche grazie al podestà di allora, il dottor Luigi Rossi “saggio amministratore e ottimo sportivo”. (Tratto da: storia dell’Unione Sportiva Asiago di Edoardo Carli).

Inizia così il turismo di massa, che si sviluppò rapidamente favorito anche dalla grande risonanza mediatica data dalle innumerevoli gare che venivano continuamente organizzate. Tra le più importanti ricordiamo quelle di fondo, di salto e di discesa libera a squadre che si tenevano sulla pista di Val Maddarello dove venne anche modificato il trampolino di salto fino a raggiungere i 72 m di lunghezza. Numerosi furono in quel periodo anche i raduni dei dopolavoro regionali e i campionati italiani della G.I.L., Gioventù Italiana del Littorio, che si tennero ad Asiago.

Proprio queste grandi manifestazioni, ben organizzate, ampiamente reclamizzate sulla stampa del tempo e supportate anche dalla bellezza del nostro territorio, riuscirono ad attrarre sui nostri monti un numero sempre maggiore di turisti affascinati dallo sport dello sci e desiderosi di poterlo praticare.

L’Asiago di allora seppe stare molto bene al passo con i tempi costruendo già nel 1938 ad opera dell’efficiente Azienda Autonoma di Soggiorno la “slittovia” sulle piste del Kaberlaba. In contemporanea nacquero anche i primi noleggi di sci e di slitte. Anche il bellissimo trenino a vapore entrato in funzione il 10 febbraio 1910 fece la sua parte contribuendo a trasportare centinaia di appassionati sciatori dalla pianura alle nostre montagne (fino a quando il 31 luglio 1958 giunse purtroppo il provvedimento di sospensione dell’esercizio!).

Tutto era allora in grande fermento e il turismo invernale rappresentò in quegli anni per molti asiaghesi il mezzo per raggiungere un nuovo, piccolo benessere economico mai sperato prima.

Sulle piste del Bellocchio, i ragazzini più “svegli” si ingegnavano a sciolinare gli sci di qualche “signore” (nell’accezione comune del tempo con questa parola si intendeva una persona facoltosa), spesso dopo averglieli portati a braccia fino alle piste, e venivano ricompensati con piccole mance di pochi centesimi che per loro erano comunque assai preziose.

Altri giovani di Asiago già esperti sciatori erano invece felici di offrire a quegli stessi “signori e signore” qualche rudimentale consiglio di tecnica sciistica. Possiamo ipotizzare che all’inizio si sia trattato soltanto di elementari, quanto utilissime, lezioni di sci impartite su richiesta di sciatori inesperti che, vedendo questi ragazzi del posto sciare così bene, abbiano chiesto loro qualche consiglio per progredire nella tecnica almeno per ottenere qualche piccolo miglioramento.

L’idea di creare una vera Scuola di Sci non si era ancora fatta strada nella mente di nessuno perché a quei tempi erano le società sportive o il C.A.I. che si occupavano di divulgare e insegnare il nostro bellissimo sport ai loro associati.

Ma un po’ alla volta maturò in alcuni giovani altopianesi l’idea di mettere a frutto le proprie conoscenze tecniche, derivate dai lunghi allenamenti sostenuti in vista delle gare, trasformando queste competenze in una professione che consentisse loro di esercitare in modo ben organizzato l’insegnamento dello sci.

Il primo a pensarci seriamente fu il giovane Mario Bonomo, nato ad Asiago il 25 gennaio del 1912 e già campione di salto, approfittando della seconda convocazione per diventare maestri di sci indetta dall’allora “Federazione Italiana dello Ski” (F.I.S.), la quale si trasformerà nel successivo 1933 in Federazione Italiana Sport Invernali (F.I.S.I.), partecipò a Cortina nel dicembre del ’33 al secondo corso e, superato l’esame, ottenne la qualifica di maestro di sci con il distintivo numero 22, il che significava che lui era il ventiduesimo maestro di sci in Italia!

Così il maestro Mario Bonomo divenne nel 1933 il primo maestro di sci legalmente riconosciuto a insegnare ad Asiago, alternando la professione di maestro con gli allenamenti e la partecipazione a numerose importanti gare, fino all’ultima del 1941 nella quale si classificò primo ai campionati italiani di salto.

La Storia – La scoperta

A questo punto della storia dobbiamo segnalare una scoperta inaspettata ma molto interessante: per poter realizzare questa piccola indagine storica, nel tentativo di ritrovare vecchi documenti o altri materiali inerenti la nostra ricerca, abbiamo coinvolto i figli e i nipoti dei maestri scomparsi perché cercassero tra le vecchie cose dimenticate e nei loro cassetti dei ricordi, qualche fatto o data da ricordare, qualche documento o qualche bella fotografia d’epoca… E proprio per esaudire gentilmente questa nostra richiesta, Sara Bonomo, nipote del maestro Mario, rovistando in un vecchio baule ormai dimenticato, ha ritrovato un documento per noi molto prezioso, il libretto personale di maestro di sci del nonno Mario rilasciato dalla F.I.S.I. nel 1933.

In questo libro tra le altre cose si può leggere la dichiarazione dove si attesta che la Scuola Sci Asiago vide la luce nella stagione 1933/1934 sotto la direzione del maestro Mario Bonomo, con tanto di timbri e firme del presidente e segretario dello Sci Club Asiago di allora. Infatti, come abbiamo già precedentemente accennato, in quegli anni le scuole sci non erano ancora ben regolamentate e per questa ragione una scuola per essere riconosciuta doveva essere affiliata alla F.I.S.I. o comunque ad una società sportiva che fosse già affiliata F.I.S.I.

Grazie a questa importante scoperta, possiamo ora affermare con certezza che la Scuola Sci Asiago con la Scuola Sci di Cortina e con la Scuola Sci di Sestrière, è stata tra le prime tre scuole di sci nate in Italia. Una gran bella soddisfazione per noi, ma anche una grande responsabilità e una grande storia da tramandare e continuare nel migliore dei modi possibili per le nuove generazioni di maestri!

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(Il testo integrale del libro lo trovate in segreteria della Scuola Sci! Contattateci per acquistare la vostra copia!)


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